Non penso di essere un buon imprenditore. Dentro di me penso sempre di non essere all’altezza di realizzare ciò che ho in mente. Ogni giorno è una lotta contro me stesso.
Anche in questo momento, mentre scrivo questo Retroscena, devo costringermi a stare seduto e a scrivere, anche se preferirei di gran lunga immergermi nel codice e stare ore a sviluppare nuove funzionalità per i miei software, costruire automazioni: è il mio modo di essere creativo e di esprimermi.
Da quando ho usato il mio primo computer ho iniziato a creare tutto ciò che potevo: loghi, siti web, illustrazioni, software. Costruire è sempre stata la parte che mi viene più naturale.
Gestire tutto quello che c’è intorno, molto meno.
Nel 2017, a 24 anni, ho aperto la mia prima azienda vera e propria. Da quel momento in poi ho affrontato una carrellata di problemi e sfide. Alcuni sono riuscito a risolverli, altri no, altri li ho spazzati sotto il tappeto nella speranza che non si facessero mai più rivedere.
In questo Retroscena voglio raccontarti gli errori che mi trascino dietro da quasi dieci anni, nella speranza che tu possa evitarne qualcuno se sei ancora in tempo e trovare il coraggio di affrontare quelli che magari stai evitando anche tu.
Imparare a gestire un’azienda
Non avevo idea di cosa volesse dire gestire un’azienda.
Io volevo fare ciò che mi piaceva e concentrarmi tutto il giorno su ciò che mi appassiona: costruire prodotti digitali, come MyMaison.
Credevo che costruire un prodotto bello, funzionale e facile da usare sarebbe stata la formula magica per il successo.
La versione futura di me stesso, pensavo, mi avrebbe ringraziato per non aver dedicato neanche un istante alle noie della gestione di un’attività: i numeri, i bilancini, le tasse a fine anno.
Quanto mi sbagliavo.
Ho procrastinato, evitato, guardato dall’altra parte e affidato ad altri la gestione di una parte enorme della mia azienda.
Ancora oggi ne pago le conseguenze.
Contabilità
Dopo decine di errori che si potevano evitare con una gestione più oculata e precisa della contabilità della mia azienda, ho imparato una dura lezione: la contabilità tiene letteralmente in piedi la baracca.
Nel 2021, per esempio, il nostro team di pulizia non ha fatturato gli interventi per ben 4 mesi.
Io non avevo la situazione sotto controllo e quei costi non risultavano nella contabilità. Di conseguenza il nostro utile appariva molto più alto di quello che era davvero e mi sono ritrovato a pagare tasse su soldi che, di fatto, avevo già speso.
Una cosa che avrei potuto evitare se avessi saputo esattamente cosa stava succedendo nei conti della mia azienda.
La regola che ho imparato è questa: mantieni la tua contabilità sotto controllo.
Fatti aiutare dal tuo contabile o commercialista, per carità, ma ricordati che la responsabilità, alla fine, è sempre la tua.
Un numero sbagliato oggi può voler dire decine di migliaia di euro da pagare quando meno te l’aspetti. Lasciatelo dire da uno che si è già trovato in questa situazione.
Il flusso di cassa regna supremo
Se c’è una cosa che mi ha fatto sudare ancora più della contabilità, è il flusso di cassa.
Mi sono trovato a guardare il reddito della mia azienda e pensare: va tutto bene.
Poi aprivo il conto corrente e mi domandavo: dove diavolo sono finiti i soldi?
Come farò a pagare 30 mila euro di spese se sul conto quasi non c’è una lira?
Questa è stata una delle lezioni più dolorose da imparare: se non hai i soldi in cassa per pagare i tuoi costi, sei nei guai.
Al flusso di cassa non importa niente se sulla carta la tua società è profittevole. Se non hai liquidità quando arrivano le spese, il problema è tuo.
La regola che ho imparato, e che ancora sto cercando di applicare meglio, è tenere sotto controllo i soldi che entrano e quelli che escono.
Oggi cerco di avere davanti almeno 3-6 mesi di incassi e spese previste e di aggiornare tutto ogni mese.
Può essere un software di contabilità o un foglio Excel. L’importante è sapere cosa sta per arrivare sul conto e cosa sta per uscirne.
Adempimenti
Qui entriamo in territorio ostile.
In Italia abbiamo tanti di quegli adempimenti che a volte mi viene da piangere.
Quanti ne ho sbagliati prima di imparare a farli nel modo giusto? TANTI.
Quante batoste ho preso prima di riuscire a capire cosa stavo sbagliando e a fare in modo che non succedesse mai più? TANTE!
Quando il Comune di Milano ha introdotto SoggiorniAmo, un diabolico sistema per dichiarare e pagare l’imposta di soggiorno, mi sono affrettato a richiedere le credenziali di accesso.
Ho scritto decine di volte al Comune, nell’arco di diversi mesi. Il passaggio non avveniva perché stavano ancora migrando i dati dal vecchio al nuovo sistema.
Passano mesi e finalmente ricevo l’accesso.
Provo ad accedere e non capisco assolutamente NULLA.
Niente sembra funzionare e, sopraffatto dalla complessità del compito davanti a me, chiudo il portale e decido inconsciamente di dimenticarmi della cosa.
D’altronde era colpa del Comune se la procedura era così complessa da scoraggiare una persona tecnica come me, no?
I mesi sono diventati anni, non voglio dire quanti.
Nella mia mente, più il tempo passava, più il problema cresceva. Più cresceva, più mi sopraffaceva e più lo evitavo, focalizzandomi su altre cose più “piacevoli”.
Il tappeto si è riempito così tanto che, quando l’ho sollevato, mi sono ritrovato con migliaia di euro da versare e sanzioni amare da pagare per il grande ritardo.
Da questa bastonata sui denti è nata una funzione di MyMaison.
Il software tiene traccia degli ospiti paganti e di quelli esenti, poi aggrega tutti i dati necessari e li esporta in un file pronto per essere importato ogni trimestre su SoggiorniAmo 🖕.
Quella funzione esiste perché io quel problema l’ho vissuto, l’ho evitato per anni e alla fine ho dovuto affrontarne le conseguenze.
Dietro quei quattro click ci sono anni di dure lezioni vissute sulla mia pelle.
Marketing
Ho sempre avuto un rifiuto per il marketing.
C’è una parte di me che è convinta che non faccia per me e che dovrebbe farlo qualcun altro al posto mio.
La dura verità è che ho paura:
di non essere capace di farlo e di fallire miseramente;
di essere giudicato dagli altri per le stupidaggini e le sciocchezze che inevitabilmente posterò sui social.
Negli affitti brevi questa paura mi ha creato pochi problemi. Per partire basta mettere la tua casa su Airbnb e sei online.
Con MyMaison è stato diverso.
Ho lasciato che la paura del fallimento e del giudizio degli altri mi impedisse di pubblicizzare MyMaison con la mia faccia e le mie idee.
Mi sono illuso che bastasse costruire un prodotto più bello degli altri, che risolvesse un problema vero, e che la gente diffondesse la parola su di noi.
Per alcuni anni ha anche funzionato.
Siamo cresciuti tantissimo grazie al passaparola e sono molto fiero di essere riuscito a creare un brand di cui migliaia di persone si fidano e un servizio su cui, a oggi, i nostri utenti hanno registrato oltre 2 milioni di ospiti.
Ma il passaparola ha anche nascosto il problema.
Non avevamo una vera strategia di marketing.
Oggi la nostra crescita è ferma.
I nuovi clienti che aggiungiamo ogni mese sono più o meno gli stessi che se ne vanno.
Ed è diventato impossibile continuare a raccontarmi che basta costruire un prodotto migliore.
Questa pubblicazione nasce anche da qui.
Voglio metterci la faccia, parlare dei problemi che conosco, raccontare quello che ho imparato e raggiungere migliaia di host che oggi sono in difficoltà con la burocrazia come lo sono stato io.
Voglio aiutarli a concentrarsi su quello che conta per la propria attività e a vivere senza la paura costante di aver sbagliato un adempimento e di scoprire anni dopo quanto gli costerà.
Dove vado da qui
Negli ultimi anni, oltre a MyMaison, ho costruito un’altra azienda con una straordinaria compagna di viaggio e di vita (grazie Linnea!) e ho imparato tantissimo.
Di errori continuerò a farne.
La differenza che sto cercando di fare oggi è non lasciarli sotto il tappeto.
Affronterò i problemi, le multe, gli adempimenti mancati, le lamentele degli utenti e le cose che avrei preferito non vedere.
E continuerò a trasformare le bastonate sui denti in funzionalità che, con pochi click, evitano ad altri di passare attraverso gli stessi problemi.
Continuerò ad ascoltare i nostri clienti e a costruire partendo dalle difficoltà reali che affrontano ogni giorno.
Ti racconto tutto questo perché molti dei problemi che per anni ho cercato di nascondere sono gli stessi che oggi mi hanno insegnato cosa costruire.
Alcune delle funzioni di MyMaison di cui sono più orgoglioso esistono perché prima ho fatto un errore, l’ho pagato e ho cercato un modo per non commetterlo mai più.
Se anche uno dei miei Retroscena può aiutarti a evitare uno di quegli errori, o a tirare fuori da sotto il tappeto qualcosa che stai rimandando da troppo tempo, questa pubblicazione per me avrà già fatto il suo lavoro.
Al prossimo Retroscena,
Alessio.
P.S. Alloggiati Web, Ross1000, Sired, Sinfonia Turismo SMART, Istrice, Ricestat, SoggiorniAmo, PayTourist, contratti… devo continuare?
Se sei stanco di rincorrere portali, scadenze e adempimenti, unisciti a migliaia di nostri clienti e aiutaci a sconfiggere questa brutta bestia che è la burocrazia italiana.


